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Belgirate - Calogna - San Paolo - Magognino

Alla fine dello scalone si prende a destra e si proseguire sulla Via Elena Conelli fino alla Casa Parrocchiale, dove la strada si biforca. Non si prende il proseguimento diritto (Via Cairoli) che scende verso il lago ma si svolta a sinistra fino al bivio successivo. Qui si trovano due santelle: una moderna a destra e una più antica e malandata di fronte.
Si prende lo stradino di sinistra dove si vede altre due santelle. Si sale fino ad incontrare la strada asfaltata e il sottopasso della ferrovia che si attraversa; si sale verso sinistra la lunga gradinata sulla quale si incontrano altre due santelle. Si tratta delle stazioni superstiti della Via Crucis che collegava la parte alte del paese alla chiesa vecchia; le edicole sono settecentesche e gli affreschi probabilmente ottocenteschi e il loro stato di conservazione è piuttosto precario con l'eccezione dell'ultima stazione che è stata di recente restaurata da Enrica Bernasconi. Subito dopo la santella restaurata si trova, sulla destra, il muro del cimitero sul quale spicca la massiccia tomba Hierschel - De Minerbi decorata da un bel bassorilievo liberty in bronzo ("I funerali di una vergine") di Leonardo Bistolfi (1912).
Si arriva al piazzale della chiesa vecchia da cui si gode un bellissimo panorama appena guastato dalle ignobili architetture degli edifici fronteggianti; sul piazzale si trova una croce stazionale in pietra. Si prosegue di fianco al cimitero svoltando a destra in uno stradino asfaltato che era la vecchia strada per Calogna ("Strada del Madée"). Il cimitero di Belgirate si trova in una posizione di incantevole e il disordinato affastellarsi di tombe di varia qualità merita senz'altro una visita. Alla fine della salita rettilinea si svolta a sinistra in uno stradino ripido e stretto che si inoltra nel bosco e sul quale si incontra una santella con i Santi Giuseppe, Defendente, Luigi e Antonio da Padova (XIX secolo).
Si sbuca costeggiando i resti di un vecchio giardino abbandonato sulla carrozzabile per Calogna: la si prende verso destra per alcune decine di metri fino ad imboccare una salita (con parapetto) che si diparte sulla sinistra. Dopo pochi metri si trova un bivio segnato da una colonna in granito datata 1855: è quel che resta del Crusòn da Belgirà che segnava un tempo un importante incrocio tra le strade che portavano a Calogna, Comnago, Belgirate e Magognino (San Paolo).
La strada rettilinea in piano sulla sinistra (che un tempo portava a Comnago collegandosi col percorso descritto al n.3) si interrompe dopo poche centinaia di metri in corrispondenza di una briglia in pietra sul Rio. Su questa strada si trovano belle cascinotte ora abbandonate su una delle quali spiccava una santella ottocentesca con la Madonna, San Luigi e Sant'Antonio da Padova.
L'itinerario prosegue dal Crusòn prendendo verso destra e salendo su di una strada pavimentata in boccelle e affiancata da muri di pietra (ora a tratti caduti); si incontra di nuovo la strada carrozzabile che si attraversa continuando sulla stradina di pietra. Subito dopo l'incrocio si possono vedere sulla destra i resti di una strada carrabile e di un ardito ponte in legno; a sinistra parte invece lo stradino per la "Baita della Libertà" che ricorda un episodio della guerra partigiana legato al georgiano Pore Musolishvili, che dà il nome alla sottostante strada carrozzabile.
Si prosegue scavalcando il Rio Magrino in località Beura su di un bel ponte di pietra a sesto ribassato, raro esempio locale di manufatti architettonici un tempo assai diffusi. Poco dopo, al confine del Comune di Belgirate, la strada diventa praticamente impercorribile, invasa dai rovi che il Comune di Lesa non trova la forza di eliminare. Si evita l'ostacolo scavalcando il muretti di sinistra e costeggiando la ex-strada sul prato che la fiancheggia fino a riprenderla in prossimità delle prime case di Calogna. Qui si incontra la vecchia strada del percorso n.3 al bivio segnato da una santella ottocentesca con la Madonna del Rosario e i Santi Giuseppe, Biagio e Luigi.
Si entra nel centro antico di Calogna, purtroppo compromesso da una serie di interventi dissennati e incolti, caratterizzato dalla sua struttura chiusa e dalle sue caratteristiche case dai piani collegati da complesse lobbie in legno. Nel centro del paese (sulla stradina che porta alla chiesa) si trova anche una grande santella ottocentesca dell'Assunta con i Santi Giuseppe, Dominico, Giacomo e Luca, ridedicata con l'apposizione di un significativo cartiglio in marmo con l'iscrizione:"G.R.(Grazia Ricevuta) per la vittoria della Democrazia Cristiana contro i senza Dio, 18.4.1948".
Si raggiunge la chiesa in bella posizione dominante (dedicata a San Bartolomeo Apostolo e costruita a più riprese fra il settecento e l'ottocento) e si prosegue diritto su di una strada sterrata verso nord. Dopo un percorso facile e in leggera discesa fra i boschi di castagni, si raggiunge un ponte sul Rio San Paolo (Rialòn) deturpato da un parapetto di modello autostradale. Sulla destra si vede l'ampio pianoro (d'estate coperto di felci) al limite orientale del quale si trova la chiesa romanica di San Paolo.
La strada prosegue per Magognino in costa presentando ampie vedute sul panorama del lago e su Santa Caterina del Sasso. Dopo poche centinaia di metri di comodo percorso si arriva ad una santella (dedicata alla Madonna, Sant'Albino, San Bartolomeo e San Grato) costruita sopra un grande masso ricoperto di decine e decine di coppelle. La costruzione della santella è il risultato di un intervento di cristianizzazione (e quindi di esorcizzazione) di un luogo di culto pagano: è interessante notare come di fianco alla figura di San Grato, affrescata su una delle pareti della santella, sia stato dipinto un fulmine: il Santo è invocato contro tempeste e fulmini.
Da più parti le coppelle sono state collegate e con i fulmini e con altre manifestazioni celesti.
Proseguendo per Magognino si incontra un oratorio detto "La Piotta" di buona fattura che annuncia l'ingresso al paese. All'esterno è dipinta l'immagine della Vergine Addolorata tra San Francesco e San Luigi Gonzaga. Entrambe le cappelle sono state affrescate nell'800 da Andrea Francinetti di Gignese.






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